Il Bilancio di sostenibilità 2021 dell’Azione cattolica italiana

I numeri dell’Ac, il suo valore sociale, ambientale ed economico. E gli obiettivi per il futuro.

di Paolo Seghedoni – Come raccontare l’associazione in questo tempo di pandemia? Sono molte le modalità che si possono individuare, la ricchezza e la creatività dell’Azione cattolica sta emergendo in modo sorprendente e tenace. Una delle modalità è senz’altro quella del Bilancio di sostenibilità, che giunge alla terza edizione. Il Bilancio 2020, inevitabilmente, fa il punto, oltre che sui numeri e sulle attività, su come l’associazione ha risposto al tempo straordinario che siamo chiamati a vivere.
L’edizione del Bilancio di sostenibilità che viene presentata è ricca di dati e ha, tra le novità, un approfondimento sui dati a livello diocesano più precisa rispetto alle prime due edizioni. Approfondimento frutto di un questionario, affinato e specifico, che ha visto la risposta di oltre un terzo delle associazioni diocesane e che mette al centro proprio il tempo di pandemia.

I NUMERI. I soci dell’Azione Cattolica, che nel 2020 hanno iniziato a scontare un inevitabile calo dovuto alla situazione, sono quasi 260mila, il 4,6% in meno rispetto all’anno precedente, con un calo più contenuto degli adulti e più accentuato per l’Acr (frutto, probabilmente, della mancanza di molti campi estivi). I responsabili sono più di 37mila, gli educatori 45mila (con quasi 8 milioni di ore donate all’associazione). 7mila sono i sacerdoti assistenti, mentre 28mila sono i soci impegnati sul territorio, oltre 2mila dei quali con impegni diretti in politica e quasi 25mila con ruoli in altre associazioni e realtà del terzo settore per un monte ore di impegno che sfiora i 4 milioni all’anno. A proposito di campi scuola, prima della pandemia l’Ac ne organizzava 4.500 con ben 135mila partecipanti. I simpatizzanti stimati sono circa 700mila, per un milione di persone coinvolte dall’Ac, di questi oltre 200mila sono partecipanti a pieno titolo della vita associativa.

IN PANDEMIA. L’approfondimento sul tempo del Covid-19 evidenzia come ben l’80% dei soci sono stati raggiunti, con nuove modalità, durante il lockdown e nei mesi successivi, mentre sono state promosse, a livello locale e spesso in alleanza con realtà ecclesiali e laiche, ben 5.000 iniziative, mentre sono 6.500 i soci direttamente impegnati in ambito sanitario.

GLI STAKEHOLDER. Il coinvolgimento dei portatori d’interesse è stato approfondito mediante un questionario ad hoc, da cui emerge la realtà di una associazione vivace, ma non sempre capace di raccontarsi efficacemente e di motivare le scelte effettuate verso l’esterno.

SOSTENIBILITÀ LOCALE. Una delle novità è anche l’impegno dell’associazione per far crescere la cultura della rendicontazione sociale nelle realtà diocesane e parrocchiali. Per questo è stato pubblicato il testo Parliamo di sostenibilità e, nel Bilancio, sono raccolte le prime realtà diocesane di Ac (una decina per ora) che stanno lavorando per redigere un documento o che lo hanno già fatto.

IL VALORE SOCIALE. Resta questo il cuore del Bilancio di sostenibilità dell’Ac: una raccolta di storie e progetti, sia a livello nazionale che territoriale, che mettono al centro il valore sociale dell’associazione. Senza dimenticare alleanze sempre più strette con realtà importanti (tra le novità quelle con Agesci e Focolari, oltre all’aver reso stabile quella con Telethon). Si tratta soltanto di un piccolo estratto della miniera di iniziative che l’associazione propone a tutti e che risponde alla domanda “Cosa mancherebbe alla Chiesa e alla società se non ci fosse l’Azione Cattolica?”.

VALORE ECONOMICO, AMBIENTALE E COMUNICAZIONE. Tra i numeri presenti anche quelli del bilancio economico dell’associazione (perché la trasparenza, in tutti i sensi, è uno dei pilastri che guidano il documento), oltre all’attenzione all’ambiente e alla comunicazione, con la crescita costante dei social e il boom dei video sul canale Youtube, legato ai tanti webinar promossi e apprezzati da migliaia e migliaia di persone.

GLI OBIETTIVI. Infine uno sguardo agli obiettivi, con la verifica di quelli presentati lo scorso anno (raggiunti pienamente o solo in parte) e quelli per il 2021. Darsi obiettivi di miglioramento, anche sapendoli riprogrammare, è infatti parte integrante del Bilancio di sostenibilità.