San Liberale: laico innamorato di Cristo, immerso nelle vicende del mondo, immagine del Risorto.

Un modello di umanità piena, riuscita, risorta, perché donata e, quindi, realizzata: è così che il vescovo Michele Tomasi ha tratteggiato, nella messa di questa mattina in cattedrale, la figura di san Liberale, patrono della diocesi e della città di Treviso, ricordando il suo impegno per i poveri, per la difesa della fede cristiana e per la pace. Presenti alla celebrazione le autorità civili e militari e molti aderenti all’Azione cattolica, che hanno in san Liberale il loro patrono.
Liberale, vissuto nel IV secolo dopo Cristo, in queste nostre terre, tra Treviso, Altino ed Aquileia, “aveva incontrato la persona viva di Gesù, nel Vangelo, nella predicazione e nell’esperienza della Chiesa del suo tempo, a stretto contatto con il suo Vescovo Eliodoro, a sua volta guida del popolo di Dio, testimone della fede – ha ricordato mons. Tomasi -. Con lui Liberale ha dedicato l’esistenza a difendere la fede della Chiesa che proclama Gesù, il Cristo, il Figlio di Dio. La fede che guarda alla vita dell’uomo di Nazareth cogliendo in Lui la presenza definitiva di Dio nella storia: vero Dio, vero uomo, da conoscere per conoscere la vita di Dio e insieme la vera vita dell’uomo”. Liberale si è speso da battezzato e da laico nella carità per i poveri e nella difesa della fede cristiana accanto al suo vescovo. “Laico, che non significa cristiano con meno intensità rispetto ad altre scelte di vita – ha sottolineato mons. Tomasi -, o cristiano a mezzo servizio, che pensa soprattutto ad altro, nella vita. Tutt’altro. Laico, che significa cristiano che vive di Cristo, e lo testimonia fin dentro le pieghe del mondo, del suo mondo, con luci e contraddizioni, senza fughe e con decisa scelta di campo: Gesù, la Parola, i poveri”.
A San Liberale i nostri progenitori si sono affidati nel Seicento, allo scoppiare della peste, e ne vediamo espressa la gratitudine nella statua che anche quest’anno campeggia al centro della Cattedrale. “A Lui i trevigiani si sono affidati nei momenti difficili e di prova. Lo abbiamo fatto anche durante la pandemia, dando voce ad alcuni ragazzi che, tramite i catechisti e le catechiste, ne imploravano l’aiuto” ha ricordato il Vescovo, che ha ripreso l’immagine che ci è stata consegnata di san Liberale – ritto con uno stendardo in mano, proprio quello stendardo che mons. Tomasi ha ripreso anche nel suo stemma episcopale – per confrontarla con una delle immagini più ricorrenti per rappresentare il Cristo Risorto: anche Lui ritto in piedi, vincitore della morte, con l’insegna della vittoria, uno stendardo con la croce. “Ecco uno dei motivi di tanto affidamento a questa figura: San Liberale è un risorto! È di Gesù Crocifisso e Risorto che san Liberale ha assunto la forma, durante tutta la sua vita”, e “noi lo sentiamo un modello di umanità riuscita, fedele, in una parola: risorta”. Ecco, allora, l’invito del Vescovo a riconoscere in noi e a vivere i tratti di san Liberale: essere innamorati di Cristo, radicati profondamente in Lui grazie al battesimo che ci fa figli di Dio e fratelli e sorelle tra di noi, accoglienti verso ogni bisognoso, immersi nelle vicende del nostro mondo senza fughe e senza sconti, ma in esso guidati solamente dall’amore di Cristo, attivi in ogni aspetto della vita ecclesiale ma soprattutto civile, capaci di specchiarci nella Parola di Dio tanto da mostrare davvero in noi l’immagine di Gesù; risorti, capaci cioè di far emergere le ragioni della vita e della speranza in ogni situazione, anche la più contraddittoria o conflittuale. A servizio della vera umanità nella politica, nell’economia, nel lavoro, nelle professioni, nella scuola. Nelle relazioni interpersonali, nelle situazioni di cura e di condivisione delle fatiche della storia, piccole o grandi che siano. Risorti perché capaci di servire e di trascendere il tornaconto personale. Risorti, perché custodi della memoria e coraggiosi generatori di futuro. Risorti, perché ostinatamente portatori di fiducia per il bene possibile, per il riscatto dei piccoli e dei poveri, per le ragioni della solidarietà e della giustizia vera. Fieri e miti e generosi e tenaci portatori del vessillo della pace.

Carissimi,
in occasione della solennità di San Liberale, patrono dell’Azione Cattolica e della Diocesi di Treviso, lo ricordiamo per l’assistenza ai poveri e agli ammalati, per la sua carità, per la fedeltà al Vangelo e alla Chiesa e per l’instancabile opera di sostegno ai credenti in difficoltà.
La Celebrazione Eucaristica presieduta dal Vescovo Michele Tomasi sarà il giorno 27 Aprile alle ore 10.00 in cattedrale.
A seguire Don Paolo Barbisan, direttore dell’Ufficio diocesano per l’arte sacra e i beni culturali, ci illustrerà la pala dell’artista bosniaco Safet Zec, che celebra i santi e i beati trevigiani della carità vissuti tra l’800 e il ‘900.

Wally Toffanin – Commissione adultissimi
Marco Guidolin – Presidente Diocesano AC
Don Giancarlo Pivato – Assistente generale