MONASTIER – Una pianta di fico messa a dimora dagli aderenti di Ac in occasione dell’8 dicembre

Una pianta di fico, simbolo di abbondanza e della Terra promessa, l’8 dicembre scorso è stata messa a dimora nel giardino della canonica di Monastier dai tesserati dell’Azione cattolica, nella festa di adesione all’associazione.
“Ciascuno di noi può essere il buon giardiniere che fa fiorire la vita associativa – ha affermato la presidente parrocchiale, Chiara Sozza -, quel campo dove continuare a seminare sempre con passione e tanta cura. L’albero che abbiamo piantato al termine della celebrazione eucaristica dell’Immacolata, è per noi un segno di responsabilità e di cura locale e globale, con il desiderio di guardare con speranza rinnovata il campo in cui siamo radicati. Dio, come il fico senza frutti della parabola (Lc 13, 6-9), intorno al quale ci inviti a zappare, mettendoci il concime, affinché fruttifichi in futuro, così alla nostra associazione parrocchiale rivolgi l’invito a continuare con perseveranza una storia di cui quest’anno abbiamo celebrato il centenario. Sempre dal fico ci inviti a imparare (Mc 13, 28-32) a riconoscere che l’estate è vicina per riuscire a comprendere quando tu sei alle porte. Aiutaci ad essere segno di te, della tua presenza, ricordandoci sempre che cielo e terra passeranno, ma le tue parole non passeranno mai”.
Durante la messa, celebrata dal parroco, mons. Luigi Dal Bello, al momento della benedizione delle tessere, gli aderenti hanno sottolineato il motto che guida il cammino di Ac in questo anno associativo, dove siamo chiamati “a tenere i nostri occhi fissi su di lui”.

 


Anche tu sei il buon giardiniere che fa Rifiorire la vita associativa

Piantiamo un albero come segno di responsabilità e cura locale e globale. Dalla Settimana Sociale, in sintonia con la CEI, il nostro “si” all’AC diventi “l’occasione per comprendere nella cura della nostra casa domestica la cura per la casa comune”.

La proposta, da presentare in occasione delle feste dell’adesione vissute l’8 dicembre nella nostra diocesi, si realizzerà individuando, anche insieme all’amministrazione comunale, un luogo, un ambiente, una esperienza della comunità che abitiamo, dove pensiamo l’albero dell’AC possa essere coltivato come occasione di vita comune, di cura comune, di incontro con i fratelli.

Maggior informazioni continua a leggere la proposta nazionale.


La Presidenza nazionale vivrà la festa dell’Adesione in due associazioni parrocchiali di Roma e donerà alcuni alberi ai quartieri abitati da queste comunità. Un’iniziativa che speriamo sia fatta propria dalle associazioni parrocchiali e diocesane.
In questo tempo in cui stiamo per rinnovare il nostro “sì” al Signore e alla Chiesa tramite l’associazione, vorremmo ridire con un gesto concreto il nostro essere a servizio delle comunità locali che abitiamo, schiudendoci al tempo stesso a uno sguardo globale.
Lo slogan per l’adesione di quest’anno, A tutto campo, ci invita infatti, da un lato a fare zoom sulle nostre realtà locali e dall’altro a montare il grandangolo all’obiettivo per allargare il nostro sguardo.
Quanto condiviso in occasione del Convegno Presidenti e Assistenti unitari diocesani ci ha spinti a cogliere ancora con maggiore urgenza e consapevolezza la sfida ad essere laici impegnati a fare sintesi tra conversione ecologica e cammino sinodale, anche alla luce di quanto vissuto alla Settimana sociale di Taranto dove la Conferenza episcopale italiana ha donato 50 platani, 25 per costruire un’area verde nel rione Salinella e altri 25 per la zona Lama-Tramontone.
Seguendo questo esempio, desideriamo anche noi fare la nostra parte: l’8 dicembre la Presidenza nazionale, oltre a partecipare all’Angelus con Papa Francesco come da tradizione, vivrà la Festa dell’Adesione in due associazioni parrocchiali di Roma e donerà alcuni alberi ai quartieri abitati da queste comunità. Un gesto concreto e allo stesso tempo simbolico che esprime il desiderio di guardare con speranza rinnovata il campo in cui siamo radicati perché vi si continui a seminare con cura e passione: ciascuno di noi può essere il buon giardiniere che fa Rifiorire la vita associativa.
Invitiamo dunque voi e le vostre associazioni parrocchiali a prendere l’impegno di piantare un albero come segno di responsabilità e cura locale e globale.
Vorremmo infatti che il nostro “sì” all’associazione diventasse l’occasione per comprendere nella cura della nostra casa domestica la cura per la casa comune.
Questo albero messo a terra possa diventare l’impegno ad individuare un luogo, un ambiente, una esperienza della comunità che abitiamo che pensiamo possa essere coltivato come occasione di vita comune, di cura comune, di incontro con i fratelli.
Nel tempo faticoso che ancora stiamo vivendo, l’opera silenziosa dello Spirito Santo ci dona la fiducia necessaria per tornare a “seminare” insieme!
La Presidenza nazionale Ac
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