Percorso biennale MEIC

16 Novembre ore 20.30 Casa Toniolo Treviso
Nel mondo delle reti e dell’interconnessione vengono meno le relazioni umane.
Ascoltiamo e parliamo senza interruzione, incuranti dei contenuti e della verità delle parole. Così vengono soffocate le relazioni e l’esito è l’estraneità del prossimo ma anche da se stessi.
Si tratta di un processo inevitabile, di una mutazione antropologica, oppure si possono individuare e aprire uscite di sicurezza.


L’uomo incontrò se stesso e non si riconobbe”, questo aforisma di p. Ernesto Balducci è il titolo dato al percorso che verrà intrapreso come una lente di ingrandimento sui fenomeni attuali nei quali è alla prova l’umanità.
Nella nostra epoca, ad un ampliamento inimmaginabile del conoscere in tutti gli ambiti dello scibile umano, mentre si moltiplicano le parole, l’uomo appare in difficoltà a conoscersi e riconoscersi, cioè a salire ad una comprensione esauriente di sé, quella che l’antropologia culturale definisce come “Homo sapiens sapiens”, uomo fornito di ragione organizzatrice, strumento del dominio del mondo, ma anche uomo ricco di una intelligenza superiore che lo guida da una parte a rintracciare il senso ultimo della realtà e del destino dell’umanità e dall’altra a spingersi verso il dialogo con se stesso, la riflessione interiore.
Il percorso progettato per il 2018 e 2019 vuole esplorare sia i modi con i quali l’uomo si esprime nel tempo attuale, sia gli strumenti attraverso i quali tenta di descriversi e comprendersi. Questo il senso dei temi predisposti; è parso importante iniziare dal rapporto dell’uomo con il tempo e l’eterno dilemma tra adattamento e fuga. Proseguiremo poi guardando all’immagine che ha dato di sé attraverso l’espressione artistica e letteraria: qual sia l’uomo del ‘900 che ha conformato la nostra cultura. A seguire, ci interesseremo del rapporto tra singolo e istituzioni, come il reciproco riconoscimento si sia modificato nei decenni scorsi e quali siano le necessità delle nuove relazioni comunitarie. Ed infine alcuni temi per una comprensione dell’identità umana con gli strumenti che il Concilio ci ha affidato e con le tecniche che la scienza moderna ci propone.

Di seguito riportiamo gli incontri relativi alla prima parte del nostro cammino:

1) Il difficile cammino dell’uomo nel tempo: la fuga e il ritorno. Venerdì 9/3/18 – don Cataldo Zuccaro;

2) L’uomo parla di sé nella letteratura e nelle arti, narciso, cinico, smarrito. Venerdì 13/4/18 – Francis Contessotto;

3) L’uomo e le istituzioni sociali e di rappresentanza. Venerdì 11/5/18 – Simonetta Rubinato;

4) Il contributo della teologia conciliare all’antropologia del “riconoscimento” dell’uomo. Venerdì 12/10/18 – don Francesco Pesce;

5) L’uomo di oggi al vaglio delle scienze della psiche e della società. Venerdì 16/11/18 – Domenico Galbiati.

Abbiamo, inoltre, previsto due visite guidate, con appositi percorsi che si intrecciano con i diversi aspetti trattati negli incontri:

Sabato 2/6/18 Visita a Trieste e alla Risiera di San Sabba;
Settembre 2018 Visita al Museo Luigi Bailo Treviso.

La programmazione del MEIC proseguirà nel 2019 con altri 5 appuntamenti nei quali valuteremo le modalità con le quali vengono raccontati gli uomini e le loro storie, quali siano le utilità che dalla narrazione possono derivare.
Non possiamo tralasciare, parlando di umanità, la diffusa indifferenza, che pervade la nostra società, di fronte al dramma che stanno vivendo uomini e donne affamati dalla povertà, e che vengono da lontano, alla ricerca di una Terra Promessa che non c’è.
E che dire degli ecologismi della ricca società occidentale? Cercheremo di individuare gli elementi fondamentali della cosiddetta “ecologia integrale” fine ultimo, tanto caro, a Papa Francesco.
Infine, volgeremo il ns. sguardo all’evoluzione dall’uomo faber al post umano, evoluzione che in alcuni ambiti della scienza e della tecnologia, porta, tuttavia, alla distruzione della coscienza e della fede. E come non tralasciare il del mondo delle reti e delle interconnessioni, che talvolta, anziché accrescere la società dell’informazione in un sistema efficiente ma flessibile, porta lontani dal nuovo umanesimo tanto auspicato?
L’obiettivo primario è quello di restituire uno sguardo e una visione che si aprano all’uomo e al suo riconoscimento, verso una nuova umanità.

Questo è il nostro e vostro percorso.

Confidiamo sia un percorso di crescita e di riflessione.

Vi aspettiamo, a partire da venerdì 9 marzo con don Cataldo Zuccaro.

Il presidente MEIC, Umberto del Conto
L’assistente spirituale mons. Giuseppe Rizzo