Gioia e riconoscenza per don Samuele, Mattia e Riccardo

L’Azione Cattolica, associazione di laici, non può essere se stessa senza la vicinanza di un sacerdote! Già nell’enciclica Il fermo proposito Pio X garantisce che l’assistenza del clero alle opere dell’azione cattolica mira ad un fine altamente religioso, ne’ tornerà mai d’impedimento, sarà anzi di aiuto al suo ministero spirituale, allargandone il campo e moltiplicandone il frutto.

Anche oggi, la presenza degli Assistenti tra di noi, è segno della cura dei Vescovi per l’associazione e il loro prezioso contributo è fondamentale per aiutarci a cogliere il valore spirituale della vita associativa, il radicamento ecclesiale e contemporaneamente orientarci ad una partecipazione vigile alla vita civile.

L’AC ha anche sempre cercato di dialogare con il mondo, senza venir meno alla sua ispirazione iniziale: collaborare con il clero in percorsi formativi ed educativi per realizzare la vocazione e sostenere le coscienze cristiane. Sappiamo infatti che una fede autoreferenziale, vissuta individualmente, comporta una più difficile realizzazione della vocazione personale e non aiuta le vocazioni ecclesiali. Perciò possiamo dire che anche ai sacerdoti fa bene l’AC.

L’assistente nazionale Mons. Sigismondi recentemente ha chiamato gli assistenti collaboratori della gioia dei fratelli e sostenitori della consapevolezza che la forza dell’Ac non sta tanto nella riuscita delle iniziative, quanto nella qualità delle relazioni fraterne che in essa si vivono. Il loro servizio in AC è una palestra di carità pastorale, è la grazia di essere sostenuti dall’amicizia dei laici che condividono gioie e stanchezze del ministero, è un buon allenamento ad essere servi premurosi del Popolo di Dio.

Per questa relazione vitale l’Associazione gioisce profondamente per ogni giovane che generosamente risponde alla vocazione sacerdotale. E oggi offriamo a Mattia, Riccardo e a don Samuele vicinanza e amicizia, certi che saranno tra la gente premurosi fratelli.