Lettera a IDA di una pellegrina di Treviso

Carissima Ida,
sono le 4.30 del mattino e sto aspettando il pullman che insieme ai giovani e agli adulti dell’AC di Padova, Vittorio Veneto e Concordia-Pordenone ci porterà a Milano per partecipare alla tua messa di beatificazione.
Cose da non crederci, un’associazione “pazzesca” dove un sabato diventa occasione di rendere grazie a Dio per la tua presenza “fondativa” della gioventù femminile di AC a partire dal 1918.
Pensare che era appena finita la guerra, e le povertà da sanare erano tante ma per te la cura della formazione cristiana delle donne era una priorità e subito te ne sei fatta carico come responsabile.
Ti chiederai perché ti do del “tu” pur non avendoti conosciuta. La causa risale al 2002 anno in cui ricorreva il 50esimo anniversario della tua morte, io ero presidente parrocchiale di AC. Al termine di una messa vespertina feriale mi avvicinò Angela Gatto, un’aderente fedelissima, aveva lavorato per molti anni come infermiera in un ospedale psichiatrico, e i problemi di salute l`avevano bersagliata con esiti evidenti ma nonostante questo mai aveva vacillato la sua fede in Gesù Cristo.
Angela mi chiese di scrivere un articolo per il giornale diocesano – la vita del popolo- su una certa Armida Barelli, ebbene carissima Ida proprio su di te!
Io da giovane presidente, dissi ad Angela in tutta onestà che non ti conoscevo, rimase scossa ma poi iniziò subito a raccontare.
Lei ti aveva conosciuto, aveva ascoltato le tue parole e durante una delle tue visite alla nostra diocesi ti aveva accompagnato al treno a Mestre.
Quella sera il sagrestano, fu molto paziente, era passata quasi un’ora dalla fine della messa e Angela con voce appassionata e commossa mi stava raccontando chi eri e che cosa avevi significato per l` Azione Cattolica.
Dopo quel racconto che ti diceva tra i fondatori dell’Università cattolica del Sacro Cuore, della “Società degli amici dell’università cattolica”, di una famiglia di laiche consacrate e di una congregazione di suore francescane del sacro cuore missionarie in Cina – XI’an, non avevo dubbi eri già sulla strada della santità.
Sono stati pubblicati molti testi sulla tua storia e per chi è interessato io segnalo: “Da Milano al mondo” di L. Diliberto e la graphic novel: “Armida Barelli” – disegni di B. Dolif; ci sono vari contributi filmati su YouTube e un documentario che può essere utile per raccontare chi sei ai più giovani.
Carissima Ida, Gianni Borsa il presidente dell’AC di Milano scrive di te: “una coraggiosa protagonista che – in anni in cui la presenza femminile era per lo più consegnata alla vita domestica o al lavoro nei campi- si impegnava a valorizzare il ruolo delle donne nella sfera sociale ed ecclesiale, puntando sulla formazione umana e cristiana”.
Sono le 18 di sabato 30 aprile sto rientrando a casa dopo averti pregato sull’altare del Duomo di Milano e mi arriva un whatsapp di Carla, mia presidente parrocchiale: “Ciao Emanuela tutto bene a Milano? La celebrazione per la grande Armida Barelli è stata molto coinvolgente a livello di sentimenti … quando si condivide uno spirito di appartenenza e di cammino, il gusto di essere Chiesa è più intenso…ma ci vogliono più e più energie e forse fare più spazio a Gesù.”
Carissima Ida, anche Carla ha il tuo Spirito…mi sa che anche lei ti conosce!
Nel nome di quel “Cuore Sacro” che tu hai abitato, grazie del tuo esempio di donna laica di Azione Cattolica.
Emanuela

 

 

 


Veglia 29 aprile, beatificazione 30 aprile e appuntamenti in streaming: Armida Barelli beata!

Il rito di beatificazione si svolgerà sabato 30 aprile 2022 nel Duomo di Milano e sarà presieduto da S. Em. il Cardinale Marcello Semeraro, Prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi, in rappresentanza di Papa Francesco.

LA BEATIFICAZIONE nei MEDIA per chi non sarà presente a Milano! 

29 aprile ore 20 Streaming dalla Basilica di Sant’Ambrogio  Libretto della Veglia di preghiera

30 aprile ore 10 diretta TV2000 Libretto Celebrazione Eucaristica

1° maggio ore 11 diretta RAI UNO

Programmi TV

Venerdì 29 aprile: Tarda serata SPECIALE TG1

Sabato 30 alle ore 20.50 docufilm UCSC trasmesso da TV2000 Armida Barelli. Essere per agire

https://www.tv2000.it/docfilm/2022/04/15/armida-barelli-essere-per-agire/


Una delegazione dell’AC di Treviso sarà presente alla Beatificazione in Duomo a Milano.

Si informa inoltre, che nel corso del week-end 15-17 luglio a Milano, tra le proposte offerte dal settore Adulti, sarà anche possibile approfondire la conoscenza della spiritualità di Armida, laica impegnata nella chiesa e nella società e anche visitare la sua tomba nella Cappella dell’Università Cattolica.

La memoria liturgica di Armida Barelli ricorrerà il 19 novembre.


MOSTRE PERMANENTI 
Armida Barelli, milanese instancabile per i giovani, la cultura e la Chiesa 
MOSTRA AC MILANO
Inaugurazione sabato 30 aprile alle 14.30 presso la Basilica di San Carlo al Corso.
La mostra è costituita da un percorso interattivo composto da 5 video (più uno conclusivo) attivabili in QrCode con banner localizzati in altrettanti luoghi della vita milanese di Armida Barelli.
La mostra diventerà permanente.
Guida illustrata

La voce di Ida. L’impegno di Armida Barelli nelle pagine di “Squilli di Risurrezione” 
realizzata dal Collegio Marianum in collaborazione con Istituto Toniolo, Alunni Università Cattolica
e Università Cattolica del Sacro Cuore visitabile presso il Collegio Marianum (Via San Vittore, 18 – Milano)
 
Tra Cielo e Terra. Una santità laicale. Mostra su Armida Barelli   https://mostra.armidabarelli.net/

 

Preghiera Armida Barelli

Sito Armida Barelli


In dialogo verso la beatificazione 

Manca poco alla cerimonia di beatificazione di Armida Barelli che, insieme a don Mario Ciceri, sacerdote della diocesi ambrosiana, sarà iscritta tra i santi e beati della Chiesa cattolica il prossimo 30 aprile nel Duomo di Milano.

Con l’obiettivo di offrire un nuovo momento allargato di conoscenza della figura della fondatrice della Gioventù Femminile Italiana, co-fondatrice dell’Università Cattolica del Sacro Cuore e fondatrice dell’Istituto secolare delle Missionarie della Regalità di Cristo, il Comitato di beatificazione e canonizzazione hanno proposto un incontro online il 21 aprile. Qui sotto il video.


Armida Barelli. Una testimone attuale per i ragazzi di oggi.

Ai ragazzi dell’Azione cattolica Armida Barelli chiede: quali strade nuove per portare il Vangelo a coloro che non conoscono Gesù? E quali sono le strade nuove che la Chiesa potrebbe attuare?
Armida Barelli è stata indubbiamente una donna con una grande e sana inquietudine, dettata dalla Spirito che ha soffiato forte in lei e nei suoi compagni di viaggio. Una donna nata e vissuta in un’epoca storica e sociale profondamente diversa dalla nostra ma che può ancora oggi dire molto al cuore di moltissimi educatori e ragazzi della nostra associazione.
Spesso il rischio di raccontare ai ragazzi la vita di un testimone lontano anagraficamente da loro, è quello di renderlo poco avvicinabile, perché anacronistico. Con Armida Barelli però è nitidamente diverso: la sua vita infatti può dialogare con estrema forza e credibilità con tutti i ragazzi dell’Acr di questo nuovo secolo.
Possono essere tre le principali dimensioni di grande attualità per i ragazzi rispetto alla vita di Armida Barelli.
Primo tra tutti è l’invito a essere protagonisti della storia e della società che i ragazzi stanno vivendo. L’associazione è per i ragazzi luogo in cui fare discernimento sulla propria vocazione intesa nel senso più profondo del termine: «per il credente vi è innanzitutto una chiamata originaria (potremmo certamente dire una vocazione fondamentale) alla vita, a rispondere all’invito a vivere in profondità, in pienezza da uomini e donne. Ci sono poi le chiamate specifiche, che sono tutte vocazioni a prenderci cura, in modalità diverse, della vita» (Pierpaolo Triani, in Chiamati a far crescere, editrice Ave, Roma, 2021).
Armida Barelli nel corso della sua vita si è domandata quale potesse essere la forma migliore che le avrebbe permesso di far fiorire i suoi talenti e la sua vocazione: «Fai bene ciò che sei chiamato a fare» direbbe il nostro Vittorio Bachelet. Con il carattere deciso che la contraddistingueva, disse infatti: «o sarò suora missionaria in Cina, oppure sarò madre di dodici figli, tutti buoni. O suora o mamma». La testimonianza di Armida Barelli invita ogni ragazzo e ogni ragazza a domandarsi profondamente e autenticamente quali siano i propri carismi e talenti, e quale forma essi possano avere per essere generativi e dare frutto nella Chiesa e la società tutta.
L’infanzia e la preadolescenza non è un tempo troppo prematuro per domandarsi cosa siamo chiamati a essere; è il tempo legittimo per iniziare a porsi le giuste domande che l’associazione – grazie agli educatori – può accompagnare e far fiorire.
Grazie a un profondo discernimento, Armida Barelli aveva capito quale fosse il suo compito nella Chiesa e nella società, e da quel momento non si è più fermata: con il treno e con la nave, da nord a sud, aveva intuito che “ciò che era chiamata a fare” era quella di girare l’Italia e incitare le donne a far emergere il meglio di loro stesse, senza paura e con tanto coraggio.
L’attività e la dinamicità di Armida Barelli era accompagnata e si originava da un profondissimo rapporto con Dio. Ecco dunque il secondo aspetto di estrema attualità per i ragazzi di oggi. Una fede però non fatalista e deresponsabilizzante, ma che profuma di quotidianità e di estremo affidamento al Sacro Cuore di Gesù. Quando Sant’Ignazio di Loyola dice, «prega come se tutto dipendesse da Dio e lavora come se tutto dipendesse da te», intende proprio questo: affidarsi a Dio e spendersi nella propria realtà.
L’Acr crede fortemente che non bisogna aspettare di essere adulti per avere un rapporto autentico con Dio: l’infanzia non è anticamera della vita adulta. Già i bambini e ragazzi sono capax Dei (don Claudio Nora in Cristiani si diventa, Editrice Ave, Roma, 2015). I ragazzi e le ragazze non sono secchi vuoti da riempire, ma sono già custodi del volto di Dio; sono soggetti capaci di una esperienza di fede reale e autentica.
Infine la vita di Armida Barelli incoraggia i ragazzi e le ragazze dell’Acr a essere discepoli missionari tra i loro coetanei e nella loro quotidianità. La futura beata testimonia come sia possibile cercare e creare strade nuove: leggere i bisogni della realtà, le domande di vita dei ragazzi per sperimentare orizzonti inediti. Armida Barelli aveva raccolto il bisogno di educare le nuove generazioni femminili a coltivare una vita spirituale più profonda e partecipare alla vita della Chiesa: così decise – per esempio – di tradurre in italiano la messa domenicale e scrivere un manuale di canto. Strade nuove per noi scontate, ma che all’epoca erano rivoluzionarie. Ai ragazzi dell’Azione cattolica Armida Barelli dunque chiede: quali strade nuove per portare il Vangelo a coloro che non conoscono Gesù? Quali strade nuove la Chiesa potrebbe attuare?
Questi tre spunti ricalcano in conclusione la Regola di Vita che già da ragazzi è possibile vivere insieme ai compagni di cammino: condivisione, preghiera e servizio. I ragazzi e le ragazze hanno la possibilità di vedere in Armida Barelli una testimone credente e credibile di quella vita che profuma della fragranza del Vangelo. E e che può rendere il nostro impegno ordinario per la Chiesa e la società, davvero straordinario.